Michele Santoro: “la Rai mi dica cosa intende fare con me”


Nei giorni scorsi si era fatto un gran parlare del divorzio consensuale tra la Rai e Michele Santoro. Ieri è andata in onda una nuova puntata di Annozero e il giornalista ne ha approfittato per parlare delle ragioni che potrebbero spingerlo ad allontanarsi da Viale Mazzini (ma non troppo, dato che, secondo quanto riportato nell’accordo, dalla prossima stagione televisiva ricoprirà il ruolo di collaboratore esterno).
Prima di tutto il “coup de theatre” di ieri sera: la separazione tra Santoro e l’azienda di stato è ancora tutta da firmare. Tra le due parti quindi ci sarebbero state solo della trattative, ma nulla di più.
La Rai mi dica cosa intende fare: l’accordo è ancora da firmare – ha spiegato durante la puntata Michele Santoro – Se anche una piccola parte della Rai fosse interessata a continuare, a incassare gli introiti che Annozero fa guadagnare e che vengono ridistribuiti per programmi meno nobili, mi faccia un cenno. Se poi riuscissi a parlare con qualcuno che ne capisce di televisione potrei illustrargli le mie idee per sperimentare formule nuove. Devono solo farmi un cenno” dice Santoro che tocca anche la questione economica. “Guadagno 700.000 euro lordi l’anno e la Rai per chiudere il contratto mi dà tre anni di buonuscita. C’è chi li ottiene in contratti”.
L’appello del conduttore di Annozero rimarrà inascoltato? Oppure con queste parole la Rai potrà dire di avere una buona scusa per scaricarlo definitivamente?

1 Commento su Michele Santoro: “la Rai mi dica cosa intende fare con me”

  1. Cara rai, da diverso tempo in casa nostra non ci sintonizziamo più sui tg di rai1…ma del resto come criticarci se i suoi più fedeli collaboratori stanno abbandonando la barca. Ora Santoro abbandona rai2…e come dargli torto, vorrà dire che vedremo un pò meno anche rai2. Certo che i vertici rai stanno facendo un ottimo lavoro….questa è la strada buona per affossare l’azienda. Mi auguro che ci sia ancora spazio per una seria riflessione sul significato di un servizio pubblico capace di riflettere ed arrivare alle diverse realtà esistenti. Buon lavoro..spero

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