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Marianna De Micheli: “Il personaggio di Carol Grimani non mi somiglia per niente”

Marianna De Micheli, meglio conosciuta come Carol Grimani, personaggio da lei interpretato nella soap opera di Canale 5, Centovetrine, in onda dal Lunedì al Venerdì dalle 14:10 alle 14:45, racconta la sua esperienza nell’interpretare il personaggio di Carol Grimani, la temeraria donna dell’alta finanza torinese, buona e cinica allo stesso tempo, dolce ed arrogante, che porta con  sé una scia di misteri, passioni, storie lasciate in sospeso che aumentano la curiosità del pubblico.

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Con molta discrezione, noi di tvoggi.info abbiamo intervistato l’attrice Marianna De Micheli che, con molta disponibilità, ci ha dedicato un pò del suo tempo per rispondere a qualche domanda che riguarda da vicino il suo percorso artistico e il personaggio di Carol Grimani interpretato in Centovetrine. Di poche parole e zero anticipazioni su Carol Grimani, Marianna De Micheli ha una passione innata per la recitazione accompagnandola sin da piccola. Ricordiamo che Marianna De Micheli ha ricevuto il premio miglior attrice di soap “Saint Vincent”.


1) Come è cominciata la tua passione per la recitazione e a che età è venuta fuori?

Il 6 Febbraio del 1974: la passione per la recitazione è nata insieme a me.

2) Durante il percorso artistico ti è mai capitato di interpretare un personaggio molto simile alla tua persona? Se sì, di quale personaggio si tratta?

Ho interpretato personaggi che non  avevano uno spessore psicologico così profondo da potermi identificare; ho, però, interpretato un personaggio che mi ha particolarmente coinvolta, era un personaggio abbastanza negativo, avevo circa vent’anni e abbiamo provato lo spettacolo per tanti mesi a tal punto da identificarmi, perciò è stato un pò traumatico. Si tratta dello spettacolo “A porte chiuse” ed era l’anno 1999.

Esistono delle analogie tra il personaggio di Carol e Marianna De Micheli?

No, nessuna eccetto la mia faccia ma nemmeno tanto quella a dire il vero. Il personaggio di Carol Grimani non mi somiglia per niente.

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3) Cosa non sopporti della donna più potente di Centovetrine? Quali, invece, le peculiarità del suo carattere che apprezzi maggiormente?

A volte leggo delle contraddizioni che non condivido ma, in sostanza, non posso farci niente e cerco, quindi, di adattarmi al ruolo che mi è stato assegnato nella soap lamentandomi il meno possibile. Ciò che, invece, preferisco di Carol sono le sue risposte sferzanti così, quanto meno, da potermi sfogare, cosa che nella vita reale non riesco a fare.

4) Carol Grimani è uno dei personaggi più amati di Centovetrine e, di certo, la tua bravura nella interpretazione è uno dei fattori determinanti. Quale consiglio senti di dare ai giovani che amano il mondo della recitazione e che, con determinazione e dedizione, si accingono a far diventare realtà il loro sogno più grande?

Direi di resistere e di cambiare idea e mestiere finché si è in tempo; se proprio non vogliono abbandonare il mondo della recitazione ed hanno questa forte passione che brucia dentro allora direi di studiare e di verificare l’esistenza del loro talento. Consiglio di cambiare mestiere perché è un lavoro molto difficile, in cui non si ha la possibilità di fare ciò che si vuole quando si vuole; è una eterna attesa, bisogna aspettare tanto prima di entrare a far parte di questo mondo così duro. C’è molta gente, però, che vuole fare questo mestiere non perché ama la recitazione ma solo per il gusto e la soddisfazione di apparire, per realizzare il solo sogno di diventare famosi considerando questo mestiere come l’arte di apparire e, perciò, è una lotta contro i mulini a vento rischiando, spesso, di soffrire per tutta la vita.


5) Credi che Carol, in verità, sia una persona estremamente fragile?

Dipende dal periodo nel senso che tutto è correlato alla sceneggiatura: ci sono momenti della sceneggiatura in cui Carol si rivela una persona fragile e momenti in cui diventa estremamente forte, ma io credo che tutti gli esseri umani, in fondo, siano fragili.

Intervista a cura di Francesca Brigida